15 maggio 2008

Forza Nuova ci denuncia!

E' stata notifica questa mattina a Italo Di Sabato responsabile dell'Osservatorio sulla Repressione del Prc/Se, una denuncia da parte di Forza Nuova. Secondo l'organizzazione di Roberto Fiore, l'osservatorio avrebbe diffamato il partito di estrema destra accusandola che propri militanti sarebbero tra i responsabili dell'aggressione avvenuta a Villa Ada a Roma dopo il concerto della Banda Bassotti.

Aggressioni ed espulsioni: l'emergenza anti-rom

9 regioni e 15 province. 383 persone arrestate. 115 italiani. 268 immigrati. 118 espulsioni. 53 persone accompagnate alla frontiera, 65 chiuse nei Cpt. 50 marocchini, 32 romeni, 25 tunisini, 18 nigeriani, 16 egiziani, 16 serbi, 14 albanesi e 97 persone di altre nazionalità. Maxi blitz condotto in collaborazione con la polizia romena, riuscito con successo. E, visto che la polizia romena funziona, si è pensato bene di farne venire altra: una task force di 15 investigatori. Certo, poco importa che i metodi della polizia romena non siano dei migliori, l’importante è conoscere la criminalità. Per sconfiggerla. Ormai è guerra. Gli sgomberi nei campi non si fermano. I sindaci invocano commissari straordinari per l’emergenza rom [come a dire, in fondo, se i cittadini bruciano le baracche, hanno ragione]; Letizia Moratti giustifica, quasi imbarazzata, il ritardo del suo, affrettandosi a spiegare «Non si tratta di un rinvio ma di un problema di procedure tecniche: il ministro ha firmato la proposta che, perché sia valida, deve passare dal Consiglio dei ministri con la dichiarazione di emergenza». Alemanno la segue, non può certo lasciarsi sfuggire un’occasione tanto ghiotta. «Il commissario straordinario per i rom sarà rapidamente esteso anche a Roma», dice. Nel frattempo, a Bruxelles, Giusto Catania, Roberto Musacchio e Vittorio Agnoletto, europarlamentari del Prc rivolgono un’interrogazione all’Ue proprio sui commissari straordinari «L’istituzione del commissario straordinario per i rom si profila come un tentativo di criminalizzare cittadini stranieri, spesso comunitari, a causa della loro etnia. Tale scelta è in contrasto con la direttiva europea [N43/2000] sulla parità di trattamento indipendentemente dalla razza e dall’origine etnica», spiegano. Secondo la commisione europea ha il dovere di bloccare l’azione del nuovo governo che, con la nomina del commissario straordinario, disattende le indicazioni del parlamento europeo contrario alle discriminazioni nei confronti dei rom. Questa notte è scattato il blitz nel campo regolare di via Salone a Roma. Non importa se lì vivano 700 persone, il 50 per cento bambini, molti nati in Italia. Agiscono di notte, le «forze dell’ordine», entrano nel campo e colpiscono, rumorosamente, mettendo a soqquadro ogni cosa; fermano i migranti senza documenti, li portano via, in questura. «Un’operazione di routine – dicono gli agenti – ce ne saranno molte altre». Quando lo sgombero diventa routine la frase suona più come una minaccia, ma è questo quello che vuole Alemanno. Tolleranza zero. «Per alcuni reati il carcere è una misura troppo dura e costosa – ha detto ieri il sindaco a Matrix – vanno bene i Cpt». Intanto nella periferia est di Napoli è caos, l’esodo è cominciato. Da via Malibran, via Argine e via Virginia Woolf i rom fuggono verso zone più sicure. Circa cinquecento persone, donne con in braccio i bambini e uomini stanchi, scappano. Camminano veloci, evitano di voltarsi, di guardare le case di legno e lamiera avvolte dal fuoco. I campi di Ponticelli ardono e i residenti guardano. I ragazzi italiani ridono davanti al fuoco, fischiano i pompieri venuti a spegnere gli incendi. Il fuoco distrugge ogni cosa. I pochi rom rimasti sono disperati, hanno paura. Le donne italiane attaccano, si scaraventano contro le rudimentali barriere messe su dagli abitanti delle baraccopoli. I rom fuggono veloci nei capanni, gli occhi terrorizzati, lo sguardo perso. Le italiane colpiscono, urlano, inveeiscono. Con mani decise distruggono le recinsioni, intervengono i finanzieri, bloccano la massa impazzita. I rom aspettano. Le donne del quartiere bloccano il traffico, non vogliono saperne di fermarsi. Tutti gli accampamenti devono essere rasi al suolo, bruciati. Non importa che dentro ci sia qualcuno, forse un bambino. Gli zingari devono scomparire.

Alemanno all'attacco su rom e centri sociali

Il concetto è molto chiaro: nel pieno della bufera contro i campi rom, coi pogrom napoletani e una pesantissima campagna stampa sulla sicurezza il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha costruito un eloquente parallellismo tra campi rom e centri sociali. «Non è che penso che tutti i centri sociali a Roma, che sono credo 35 o 40, debbano essere chiusi–ha detto Alemanno, ospite della rubrica «Viva Voce» di Radio24–Penso che tutti i centri sociali debbano essere messi di fronte ad una scelta chiara: stare nella legalità e rispettare anche le altre opinioni politiche. In questo modo possono continuare tranquillamente a esistere. Quelli che invece violano la legge, devono essere chiusi: è là il punto». Non è dato sapere in cosa consista la violazione della legge, trattandosi di posti che sono nati e hanno potuto sviluppare le proprie attività forzando publicamente i limiti consentiti, occupando posti abbandonati e organizzando attività senza le autorizzazioni necessarie. Altro Alemanno ha poi voluto tracciare una sorta di «par condicio», un parallelismo molto preoccupante tra le decine di spazi sorti da venti anni a questa parte che lottano contro razzismo e speculazioni edilizie e le poche sedi dell’estrema destra. «Perché sono nati anche a Roma i cosiddetti ‘centri sociali di destra’?–ha aggiunto il sindaco di Roma–Perché è chiaro che l’amministrazione di sinistra, tollerando 40 centri sociali di sinistra, spesso violenti e aggressivi, poi non poteva impedire a uno o due centri sociali di destra di nascere nella città. Bisogna essere rigidi e chiari con tutti. Dirò a tutti quanti, giovani di destra e giovani di sinistra, dovete rispettare la legge. Da questo punto di vista, il sindaco Alemanno, non farà nessuno sconto nei confronti di nessuno». «Posizioni così importanti come quelle da assumere nei confronti dei centri sociali di Roma non andrebbero definite e annunciate esclusivamente attraverso i media–afferma invece la consigliera regionale Anna Pizzo, indipendente del Prc–Se la questione è tale da essere inserita tra le priorità della nuova amministrazione comunale il sindaco Alemanno abbia la forza di istituire un tavolo intorno al quale convocare le istituzioni ma anche le rappresentanze dei centri sociali, per avviare una discussione seria e partecipata circa il ruolo politico e sociale di questi ultimi e le eventuali forme di illegalità che vanno superate». Visto che c’era, oggi Alemanno ha parlato anche dei rom, annnunciando la proposta di un commissario straordinario per gestire l’«emergenza nomadi» a Roma. Il provvedimento deciso a Milano sarà quindi esteso a Roma. Alemanno ha fatto sapere di avere già parlato con il ministro dell’interno Roberto Maroni, precisando che «è ancora da definire la figura prescelta, se il prefetto o un altro funzionario; in ogni caso bisogna evitare nuove authority ma dare poteri più incisivi a strutture esistenti». «Il commissario straordinario per i rom dovrà avere–ha aggiunto Alemanno–poteri integrati sul versante della pubblica sicurezza, sugli aspetti territoriali per decidere dove situare i campi, e sul fronte della solidarietà, in particolare per interventi a favore dei minori e persone disabilitate. E’ importante che il commissario abbia risorse economiche». Silvio Berlusconi oggi ha ribadito che alcune richieste sempre in tema di sicurezza, avanzate dal governo di centrosinistra saranno mantenute dal governo del Pdl: «Nel pacchetto sicurezza che il governo si appresta a varare e che stiamo ultimando per il prossimo Consiglio dei ministri, ci saranno alcune misure analoghe definite dal ministro Amato e richieste espressamente dall’allora sindaco di Roma Veltroni», ha spiegato il presidente del consiglio.

Campi rom incendiati a Ponticelli. Proteste contro i rom

Assalti ai campi rom, lanci di molotov, insulti, così ieri i cittadini di Ponticelli, nella periferia orientale di Napoli, hanno reagito al presunto tentato rapimento di una bambina di sei mesi da parte di una giovane rom. Ed era solo l’inizio. Nel primo pomeriggio di oggi, alcune baracche del campo di via Malibran, abbandonate nella notte dai rom, sono state incendiate dai cittadini di Ponticelli. L’intero campo è andato in fumo. Poco dopo seguito da quello in via Argine, poche decine di metri più in là e da quello di via Ville romane, nel quartiere Ponticelli. E non si placa la protesta a Ponticelli: la gente è scesa di nuovo in strada e tra le urla e le minacce: «Voi spegnete questi incendi ma noi li riaccenderemo». Per rispondere alle derive razziste e al rischio di aggressioni, dopo che un rom è stato accoltellato sabato sera e diversi altri minacciati o che ieri mattina due donne sono state aggredite e allontanate in malo modo mentre facevano la spesa in un supermercato di via Argine a Ponticelli, il prefetto di Napoli, Alessandro Pansa, ha convocato questa mattina un tavolo di concertazione, al quale hanno partecipato regione, provincia, comune, forze dell’ordine e diverse associazioni tra cui la Caritas, l’Opera nomadi e la cooperativa Dedalus, il Comitato pro rom e l’Associazione chi rom chi no.
Il prefetto Pansa ha esordito dicendo che l’intolleranza scatenata dal presunto rapimento – sul quale le indagini sono in corso – non può essere lasciata gestire alla criminalità organizzata come è accaduto altre volte. Intanto tra i rom si è diffusa la paura, dei sei campi di Ponticelli, solo due resistono, gli altri si sono svuotati e i loro abitanti se ne sono andati verso Casoria, Giuliano o in altri territori. Gli ultimi due campi ancora abitati da circa centocinquanta persone, protette dalle forze dell’ordine, sono stati abbandonati per paura della vera e propria caccia alle streghe. Alloggiano momentaneamente nel campo di via Santa Maria del Pianto.
La riunione in prefettura mirava proprio a trovare una sistemazione provvisoria per queste persone, già da questa sera, per evitare altri attacchi. Ma l’assenza del rappresentante del comune, arrivato alla riunione con forte ritardo, ha reso necessario la convocazione di un secondo tavolo, questa volta prettamente istituzionale, per individuare un’area. Le associazioni hanno anche interpellato prefetto e istituzioni su come gestire la situazione nel medio periodo. «Spesso i tavoli di concertazione vengono proprio bloccati dalle istituzioni locali che temono di perdere consensi elettorali – spiega Andrea Morniroli della cooperativa sociale Dedalus – Abbiamo chiesto che il confronto continui con le istituzioni per individuare microaree, sparse nel territorio napoletano, dove sia possibile avviare un reinserimento abitativo e professionale dei rom. Che i campi non siano una soluzione lo sappiamo tutti, ora si tratta di riprendere un percorso».
Sulla vicenda di Ponticelli, il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha dichiarato: «Il lassismo può generare la cultura della giustizia fai da te, non l’allarmismo». Poi ha aggiunto di esser contrario alla giustizia «fai da te» ma insistendo sul fatto che «la cultura della legalità deve essere senza condizioni». Se lo stato, secondo Alemanno, non garantisce la sicurezza, il cittadino «è costretto a difendersi da solo». «Prima la legalità–ha concluso Alemanno–poi la solidarietà». Parole che saranno sicuramente riprese domani dal «Movimento società civile–Chiaia per Napoli», vicino al Pdl, che ha organizzato una conferenza stampa su «Sicurezza ed emergenza Rom: più Stato sul territorio». Lo stesso giorno, le Reti antirazziste napoletane promuovono una manifestazione di solidarietà con il popolo rom e contro « chi specula sulle paure sociali per sostenere i propri interessi [come gli interventi di edilizia privata previsti nelle aree dei campi rom di Ponticelli, i cui cantieri devono aprire in agosto…]», per chiedere politiche di accoglienza abitativa nei confronti del popolo rom.

12 maggio 2008

Firenze: aggressione a colpi di mazze contro immigrati

"Non potete stare in Italia": sul bastone la scritta Dux

«Stranieri di m… non ci dovete guardare. Voi non potete stare in Italia». L´unica colpa di due kossovari che martedì sera si stavano bevendo una birra in un locale di piazza Serristori a Figline Valdarno è stata quella di essere immigrati. E´ bastato incrociare gli sguardi con alcuni componenti di un gruppetto di giovani abitanti del paese, tra cui un minorenne, per far partire l´aggressione: in cinque si sono lanciati contro i due immigrati. Li hanno colpiti con una mazza da baseball e con pugni e calci. Quelle parole, pronunciate al momento di attaccar briga, rivelano lo stampo razzista dell´aggressione, ma i carabinieri fanno notare che quei giovani italiani li conoscono bene, si tratta di balordi con diversi precedenti di polizia alle spalle malgrado l´età. (continua)

Venezia, detenuta incinta muore in carcere

Nuovo dramma delle carceri. Una detenuta di 33 anni al sesto mese di gravidanza muore mentre dal carcere viene portata all’ospedale di Venezia. Una storia drammatica, avvenuta la settimana scorsa e denunciata i questi giorni dai volontari dell’associazione Antigone. Flor Castello aveva 33 anni ed era al sesto mese di gravidanza, è morta la settimana scorsa dopo una corsa contro il tempo della squadra del 118 verso l’ospedale di Venezia. (continua)

I Cpt diventano carceri a tempo. Definiti i contenuti del decreto legge che il governo approverà nel Cdm

Il governo: sarà arrestato chi entra in Italia senza permesso. Piano Maroni per frenare i nomadi romeni

L'arresto obbligatorio degli immigrati clandestini rischia di far scoppiare le carceri. Il governo ha così deciso di trasformare i Cpt in centri di detenzione temporanea. In attesa del processo che dovrà essere celebrato con rito direttissimo, gli stranieri arrivati senza permesso saranno rinchiusi nelle strutture finora utilizzate per la prima accoglienza. E lì aspetteranno anche l'esecuzione del provvedimento di espulsione che scatterà in maniera automatica e prevederà l'accompagnamento alla frontiera. La novità è contenuta nel decreto legge che l'esecutivo guidato da Silvio Berlusconi approverà durante la riunione del Consiglio dei ministri prevista a Napoli per la prossima settimana. Ora gli uffici tecnici del Viminale, della Giustizia, della Farnesina e della Difesa sono al lavoro per mettere a punto la norma ed evitare possibili contestazioni in sede europea. (continua)

Primo maggio, cariche in stazione a Bologna

Alla stazione di Bologna celere contro chi voleva andare al concerto di Roma. Riportiamo da Baz la notizia ottenuta attraverso varie testimonianze, sperando di rompere che il silenzio che ha avvolto il fatto.

Solo a diversi giorni di distanza veniamo a conoscenza, attraverso diverse testimonianze, di un episodio di notevole gravità avvenuto la notte tra il 30 aprile e il primo maggio alla stazione FS di Bologna e passato nel totale silenzio degli altri media. (continua)